La Mandrakata, febbre da risate

Di :FABIO FERZETTI
ECCOLI qua. Sono tornati. Sono sempre loro. Qualcuno non c’è più, anche perché sono passati 26 anni e molti, da Adolfo Celi a Mario Carotenuto e allo stesso Steno, se ne sono andati sul serio. Ma Mandrake e er Pomata non sono cambiati di una virgola. Sempre pronti a giocarsi tutto all’ippodromo, tanto sono nati per sognare e per perdere, lo sanno bene (anzi, questa consapevolezza è una delle poche vere novità rispetto all’originale). Sempre capaci delle più incredibili “sòle” per racimolare qualcosa da puntare sui cavalli.

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Tornano Mandrake e Pomata ed è ancora Febbre da cavallo

Di :CLAUDIA MORGOGLIONE
ROMA – Non nasconde il proprio stupore, Gigi Proietti, nel parlare della pellicola cult di cui è protagonista: “La cosa davvero unica di Febbre da cavallo – racconta – è che il mito non è nato subito, al cinema, ma col passare del tempo. Merito dei tanti passaggi nelle tv private: così negli ultimi anni il fenomeno è esploso, sono sorti siti Internet, fan club.

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Niente «Febbre» per la Spaak. «Io, bocciata perchè vecchia»

Di :Arianna Finos
ROMA. È una delle commedie più attese della prossima stagione. Arriverà in autunno, il set è stato appena smobilitato, ma La Mandrakata,cioè il sequel di Febbre da cavallo fa già parlare di sé. Polemicamente. Tutto per Catherine Spaak. Ricordate? Nel film ormai cult del ‘76 interpretava la fidanzata barista di Mandrake-Proietti, quella che si ’arrabbiava quando lui perdeva alle corse e non riusciva a far l’amore.

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Nel segno dei Vanzina (e di Varenne)

Di :Arianna Finos
La Febbre da cavallo torna a salire. All’lppodromo romano di Tor di Valle è stato battuto l’ultimo ciak de La Mandrakata, seguito ideale del film di Steno del ‘76. Dietro la macchina da presa Carlo Vanzina incita le comparse sugli spalti a tifare: «Pokernon, vince Pokemon», urla a squarciagola. Costato 8 miliardi, prodotto dalla Warner ltalia insieme alla Solaris, il film arriverà a novembre. Sul set ci sono il protagonista Gigi Proietti, «er Mandrake», invecchiato ma in preda alla stessa frenesia da scommessa. Accanto a lui per mettere a segno piccole e grandi buffe, «mandrakate» appunto, una nuova squadra di caratteristi (sono scomparsi Mario Carotenuto e Adolfo Celi, il personaggio di Enrico Montesano è ridotto ad un cammeo e quello di Catherine Spaak è eliminato).

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Febbre da cavallo

Di :Chiara Prisco
Perché piace tanto Febbre da Cavallo!?”Nun se po’ spiegà,Vostro Onore!!” E come si farebbe senza questo film!? Ormai,da circa 10 anni,quando a casa mia il morale è a terra,abbiamo una medicina per stare meglio:risate a volontà,grazie ad uno dei cult movie più divertenti della storia del cinema italiano! Ma sapete qual è la cosa incredibile!?Pur essendo muniti di ben due copie del film,anche quando lo trasmettono in tv,dalle reti nazionali a quelle locali,che il canale si veda bene o male,appena sentiamo la musica dei titoli di testa,”si spengono le luci,tacciono le voci”e senti la voce di Mandrake che comincia a narrare le vicende dei “Tre moschettieri…tre morti di fame”Pomata,Felice,e dell’ippodromo romano di Tor di Valle,dove hanno luogo le loro avventure……e disavventure!! “Ma come è cominciato il pasticcio!?”

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Montecatini: un’’estate da “Febbre da Cavallo”

Di :Cristina Antonelli
Nel 1976 Stefano Vanzina, in arte Steno si apprestava a girare un film che sarebbe diventato l’emblema della commedia italiana: “Febbre da Cavallo”. Come tutti ben sapranno, il film non ebbe un successo immediato al botteghino. Il tempo però diede ragione al grande regista facendo diventare”Febbre da Cavallo” un cult-movie per le nuove generazioni.

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