La trama

Armando, Felice e Mandrake sono tre morti de fame travolti dalla passione delle scommesse sui cavalli, e si mettono in società per cercare di vincere e cambiare la loro vita. Naturalmente per il gioco hanno bisogno di soldi e quindi si industriano per cercare di rimediarli trovando metodi più o meno ILLECITI. Il loro bersaglio primario è Manzotin (macellaio), a cui levano prima 20.000 lire con una scommessa, poi 100.000 lire tramandogli una trappola geniale. Intanto la ragazza di Mandrake, Gabriella, disperata, si rivolge ad una medium, che facendole le carte vede un qualcosa di positivo legato ai cavalli, in quanto dalle carte escono tre cavalli , asso di spade, re e fante. Gabriella chiede a Mandrake di collegare le tre carte a dei cavalli e lui li associa ai cavalli reali Dartagnan, King, Soldatino che corrono tutti e tre nella tris di Cesena. Gabriella contraria alle scommesse da a Mandrake 20.000 lire per giocargiele, ma lui consigliato da Pomata, le gioca su “Antonello Da Messina”. La tris naturalmente vince e Mandrake è sul lastrico. Soldatino, che non aveva mai vinto una gara, comincia a fare tempi strepitosi e l’avvocato De Marchi decide di iscriverlo al Gran Premio degli Assi. Il Conte Dallara, proprietario di una vera scuderia e impaurito dai tempi di Soldatino, chiama dalla Francia, per condurre la sua Bernadette alla vittoria nel Gran Premio, niente meno che Jean Luis Rossinì, un fantino italo-francese che non ha mai perso una gara, eccezionalmente somigliante a Mandrake. De Marchi, preso allora dallo sconforto, pensa addirittura al suicidio, ma lungo il Tevere incontra i tre che lo convincono a ripensarci. Riguardando la foto di Rossinì sul giornale, si accorgono della straordinaria somiglianza con Mandrake e pensano che potrebbe sostituire il mitico Rossinì e neutralizzare Bernadette, consegnando la vittoria a soldatino.Mandrake, inizialmente restìo, è costretto ad accettare (in quanto Gabriella aveva già firmato cambiali per 15 dei venti milioni che avrebbe vinto con la tris, per rifare il bar di cui ne è proprietaria), così, Rossinì viene prelevato da Pomata all’areoporto e isolato in una casa di campagna, mentre Mandrake travestito, prende il suo posto. Il fantino di Soldatino intanto abbandona l’avv. De Marchi perchè da tempo non pagato, e l’avv. sceglie Pomata come guida del suo cavallo nel Gran Premio. Durante il Gran Premio, Mandrake alla guida della fortissima cavalla si fa prendere dall’ eccitazione e non si riesce a trattenere dal superare Soldatino e VINCERE per almeno una volta nella sua vita. Venuto a galla l’ imbroglio i quattro vengono processati, ma poi assolti in quanto si viene a scoprire che anche il giudice (Adolfo Celi ) è un accanito giocatore, che finirà per entrare in società con i quattro.