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Febbre da cavallo” da Steno ai Vanzina

Di :Raffaele Lisco
Nel 1976 Steno realizza Febbre da cavallo, la storia di tre giovani amici (l’indossatore Mandrake, il disocpato Pomata e il guardiamacchine Felice), travolti dalla passione delle scommesse sui cavalli, si mettono in società per cercare di vincere e cambiare la loro vita. I tre imbroglioni, con l’aiuto dell’avvocato De Marchi ideano una truffa per il Gran Premio, ma vengono scoperti e processati da un giudice anche lui giocatore. In questo film viene rappresentata la febbre del gioco made in Italy, in una Roma fumettistica. Una Roma che fa da sfondo a numerose figure, che descrivono il modo di vivere della società contemporanea. Il film si apre come un racconto,nel quale gli avvenimenti vengono spiegati da Mandrake. Il tema principale del film è la febbre del gioco. La febbre del gioco è un elemento caratteristico dell’italiano, che sogna il montepremi per poter realizzare il suo sogno. Si ha in questo film una sorta di rappresentazione “esasperata” della realtà, con i suoi pregi e difetti, riflessi in tutti i personaggi che la compongono.

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Mi piace Mi piace …..

Di :Andrea Del Vecchio
Mi piace, mi piace, mi piace, mi piace ; questo e’ il commento di un febbrista in una intervista per Febbre Da Cavallo. Difficile dire o aggiungere altro agli articoli che sono pubblicati sul sito e’stato detto di tutto un po’ sono articoli ben fatti che rispecchiano in pieno quello che il film rappresenta. Febbre Da Cavallo è come una bella donna, non ti stanchi mai di vederlo passano giorni, anni ma se ti capita di sentire la mitica sigla o di ripensare ad un momento del film non ti può non venire l’idea di rivederlo per l’ennesima volta. E’ così è una vera e propria malattia, una febbre che sale, ti prende e ti costringe per l’ennesima volta a sederti davanti la tv.

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L’eterna magia di Mandrake & C.

Di :Rez, in arte Mandrake
E’ strano: nel grande universo delle passioni, ce ne sono alcune che si distinguono per la loro forza, per la loro capacità di “contagiare” quante più persone possibili. “Contagiare”. Non ho usato apposta questa parola, ma cade proprio a fagiolo. La passione più forte è quella che maggiormente riesce ad entrarti nelle vene, a contagiarti appunto. Una febbre. E io lo so bene, noi lo sappiamo. Se è vero che «il gioco livella» la “Febbre da Cavallo” è un’altrettanta valida “livellatrice”, che ci rende tutti uguali di fronte a lei e soprattutto tra di noi. Non ci sono grosse differenze, un febbrista è un febbrista.

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I truffatori colpiscono ancora!

Di :Andrea Carrozzo
La simpatica banda di truffatori di corse dei cavalli (o società, come dicono loro) colpisce ancora. Rispetto all’originale di ventisei anni fa, sono state riproposte tre scene: le prime due, dichiarate nel film dagli stessi protagonisti, mentre la terza,che non lascia il tempo di pensare a come potrebbe essere la variazione rispetto alla relativa scena del primo film, è un’ottima conclusione di grande effetto comico e allo stesso tempo richiama un ulteriore proseguimento del film (come, d’altronde, l’ultima scena dell’originale).

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Curiosità dal set

Di :Diego Verdegiglio (Dott. Miccolis)
Carissimo Andrea e cari amici del sito, grazie per i complimenti che mi avete inviato. Lavorare con attori di quel calibro e con i Vanzina è stata un’esperienza bellissima. Io sono stato scelto dopo che Vanzina aveva provato con molti attori baresi e ne sono stato felicissimo (i miei genitori sono di quelle parti).Sul set c’era grande cordialità: Carlo Vanzina è un vero regista-signore. Mai una sfuriata, uno scatto di nervi, una litigata. E sì che su un set succedono cose che farebbero perdere la pazienza anche ai santi! Con Proietti, grandissimo professionista, c’è stato affiatamento immediato, al punto che (d’accordo con Carlo), abbiamo cambiato molte battute previste dal copione, improvvisando anche delle cose che ci venivano lì sul momento.

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Di Vanzina in Vanzina sale la «Febbre da cavallo»

Di :DINA D’ISA
TORNANO sul grande schermo le esilaranti avventure di Bruno Fioretti (Gigi Proietti), in arte Mandrake, nel sequel di «Febbre da cavallo – La Mandrakata», il cui primo episodio venne realizzato negli Anni Settanta da Steno e sarà ora al cinema dal 31 ottobre, con la regia di Carlo Vanzina, la sceneggiatura di Enrico Vanzina e la co-produzione di Solaris, International e Warner Bros. «Il film è una mandrakata, una stangata all’italiana che conduce nel mondo curioso degli scommettitori, con le loro strampalate, tra disperazione e speranza», ha detto ieri a Roma Enrico Vanzina, mentre il fratello regista, Carlo, ha ricordato che «firmare il numero due di un film culto come questo non è stata impresa facile, soprattutto se si pensa che il primo episodio è stato realizzato da mio padre.

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