L’eterna magia di Mandrake & C.

Di :Rez, in arte Mandrake
E’ strano: nel grande universo delle passioni, ce ne sono alcune che si distinguono per la loro forza, per la loro capacità di “contagiare” quante più persone possibili. “Contagiare”. Non ho usato apposta questa parola, ma cade proprio a fagiolo. La passione più forte è quella che maggiormente riesce ad entrarti nelle vene, a contagiarti appunto. Una febbre. E io lo so bene, noi lo sappiamo. Se è vero che «il gioco livella» la “Febbre da Cavallo” è un’altrettanta valida “livellatrice”, che ci rende tutti uguali di fronte a lei e soprattutto tra di noi. Non ci sono grosse differenze, un febbrista è un febbrista.

Ed è bello il momento in cui ci si rende conto dell’esistenza di questa passione e la si accetta. Come un fiume in piena, la Febbre ci attanaglia il cuore e la mente. In un certo senso ci rende come dei bambini. Me lo ricordo benissimo il primo giorno su Internet, di straforo a scuola, a cercare notizie di Mandrake e di Pomata. Tre siti: questo, quello di Alberto Pallotta e quello di Gianluca Maneggia. Ed ero come un bambino, più precisamente come un bambino di fronte a un grande negozio di giocattoli o meglio ancora di videogames. Sorridente, felice solo di guardare immagini già viste o di ascoltare frasi che già sapevo a memoria. Un modo per sentirsi vicini, insomma, a quei personaggi che tanto ci hanno fatto ridere e continuano ancora oggi a divertirci. Perché sappiamo che “Febbre da Cavallo” è un film particolare, fuori dal comune: è l’unico film che io abbia mai visto dotato di una magia illimitata. Le magie dei film svaniscono, anche quelle dei kolossal o dei film che hanno “fatto storia”: da “La stangata” a “Gli intoccabili”, da “I dieci comandamenti” a “Casablanca”, non esiste un film che, una volta conosciuto fino in fondo, regali ancora soddisfazioni o ancor più difficile compito faccia ancora ridere. Per Febbre da Cavallo è diverso: possiamo stare a ridere per ore della stessa battuta o della stessa situazione. Ed ecco il perché di un fan club e di tanti siti dedicati prima al capolavoro di Steno e poi a “La mandrakata” (che a mio giudizio è un film straordinario anche perché ci dà l’opportunità di sapere un mucchio di cose su Bruno Fioretti o su Armando Pellicci anche a ventisei anni di distanza). Senza contare poi che ogni febbrista che si rispetti è anche orgoglioso della sua passione, si inizia parlando del film e si finisce a memorizzare la suoneria della sigla sui cellulari di chiunque. Il primo passo verso la Febbre è ovviamente guardare il film; anch’io ho iniziato così, poi grazie ai siti prima menzionati ho capito di voler urlare addirittura al mondo (attraverso il web) la mia passione. Ed è nato il mio sito, che se non sarà bello e visitato come quelli “importanti” nasce per lo stesso motivo degli altri siti o della passione stessa: il mio sito nasce infatti per la volontà di dare una dimensione reale a una storia che, anche col passare degli anni, continua a farci ridere e sognare di gusto. http://www.febbredacavallo.da.ru

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